La crisi rischia di diventare anche contrapposizione politica tra i diversi paesi dell'area Ue. Mario Monti ne è consapevole, e come ha già fatto nel recente passato torna a dirsi "molto preoccupato" per i toni antitedeschi che si sono levati recentemente in Italia con le accuse alla Germania di durezza e di arroganza.

"Ho riferito al cancelliere Merkel del crescente risentimento qui in Parlamento contro l'Ue, contro l'euro, contro i tedeschi e a volte contro lo stesso cancelliere" dice il presidente del Consiglio in un'intervista allo 'Spiegel'. "Questo però - aggiunge il professore - è un problema che va molto oltre il rapporto tra Germania e Italia. Le tensioni che da anni accompagnano l'Eurozona hanno già i connotati di una dissoluzione psicologica dell'Europa. Dobbiamo lavorare duro per contrastarle".

Poi il passaggio che spiega la natura delle parole appena citate: "Se la Germania e altri Stati hanno interesse che l'attuale politica in Italia abbia un futuro" dovrebbero "lasciare più margini di flessibilità a quei Paesi dell'Eurozona che si attengono con maggior precisione alle indicazioni europee".

Sul suo rapporto personale con Angela Merkel sottolinea che è "amichevole e cordiale". "Ci conosciamo da molti anni e sono molto lieto del riconoscimento nei miei confronti da parte del cancelliere e del ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, per i progressi realizzati dalla politica italiana". All'osservazione che anche Berlusconi ha rivendicato un rapporto amichevole con la Merkel, smentito però da Berlino, risponde ironico: "Allora spettiamo adesso con calma che arrivi un'altra smentita".

La Bce. Secondo Monti le preoccupazioni tedesche e del nord Europa sul fatto che gli aiuti della Bce ai Paesi deboli dell'eurozona possano rallentare i processi di riforme e risanamento "sono infondate". "Se lei leggesse le condizioni poste dai fondi salva-Stati europei o anche solo le dichiarazioni della Bce dello scorso giovedì, ammetterebbe che tali preoccupazioni non hanno senso".

La "guerra" Nord-Sud nella Ue. "Uno dei problemi più gravi ed inquietanti per l'Europa" continua Monti "è la contrapposizione tra i Paesi del Nord e quelli del Sud". "Esiste una contrapposizione frontale con reciproci rimproveri" dice, "ed è una cosa molto inquietante che dobbiamo combattere. Sono convinto che la maggioranza dei tedeschi abbiano una simpatia istintiva per l'Italia, mentre gli italiani ammirano i tedeschi per le loro qualità. Ho però l'impressione che la maggior parte dei tedeschi ritenga che l'Italia abbia già ricevuto aiuti finanziari dalla Germania o dall'Ue, ma non è vero. Non abbiamo ricevuto nemmeno un euro".

Nel dettaglio, "il nostro debito pubblico quest'anno ha raggiunto il 123,4% del Pil. Senza i contributi (per i fondi salva-Stati e i prestiti concessi ai Paesi in crisi) saremmo al 120,3%".

I tempi del governo. Nella stessa intervista il premier dice di avere intenzione di restare fino a chiusura di legislatura: "Se tutto scorre secondo i piani, rimarrò in carica fino ad aprile 2013 e spero di essere riuscito a quel punto ad aver salvato l'Italia dalla rovina finanziaria". Tra l'altro il professore annuncia ferie ridottissime: appena sei giorni di riposo.

"Ho solo sei giorni di vacanza e spero che non vadano a monte, anche se guardo con una certa calma all'estate". E quando gli viene chiesto in che modo vuole essere ricordato dagli italiani, aggiunge che spera "che l'Italia diventi un pò più noiosa per gli osservatori esteri".


Al centro delle polemiche le posizioni del professore sull'autonomia dai Parlamenti nazionali che i governi devono essere in grado di esercitare nelle trattative a Bruxelles. Gli attacchi più duri dai falchi della maggioranza che sostiene Angela Merkel, i liberali dell'Fdp e i bavaresi della Csu. Più conciliante la posizione della Cdu, il partito della cancelliera.

Addirittura di "attacco alla democrazia" parla il segretario generale della Csu, Alexander Dobrindt. "Il signor Monti - afferma - ha evidentemente bisogno di una chiara presa di posizione. Noi tedeschi non siamo pronti a cancellare la nostra democrazia per finanziare i debiti italiani", ha detto. Per il capogruppo liberale al Bundestag, Rainer Bruederle, bisogna "fare attenzione" che nel necessario processo di riforme "l'Europa rimanga sufficientemente legittimata dal punto di vista democratico". Sul portafoglio dei tedeschi punta invece l'euroscettico liberale Frank Schaeffler, secondo cui "Monti vuole risolvere i suoi problemi facendoli pagare ai contribuenti tedeschi".

Più morbido il parlamentare della Cdu Michael Grosse-Broemer, per cui se pure resta decisiva la capacità di agire dei governi, "ciò non giustifica in nessun modo il tentativo di limitare il necessario controllo parlamentare".

Sul fronte dell'opposizione, nette le parole dei socialdemocratici della Spd: il vicecapogruppo al Bundestag, Joachim Poss, ha sottolineato che "l'accettazione dell'euro e del suo salvataggio viene rafforzato dai Parlamenti nazionali e non indebolito". Evidentemente, ha proseguito, "gli anni di Berlusconi hanno indebolito l'immagine del ruolo del Parlamento".

C'è di più, "Tra 18 mesi l'euro sara' morto". Questo il titolo inquietante del settimanale economico tedesco, Focus money. Riporta le dichiarazioni di un esponente di rilievo del partito liberale su cui si regge la maggioranza della Merkel. Cosi' mentre la Cancelleria e la 'colomba' Schaeuble, suo ministro delle Finaze, si dannano l'aanime per difendere la moneta unica, un loro collega da' la pratica per conclusa e considera l'euro ormai prossimo ai funerali.Un ulteriore segnale dello scetticismo e delle disaffezione dalle politiche europee sempre piu' evidente di molti liberali ma anche dei democristiani della Csu (Cristiano-bavaresi). Posizione che e' condivisa dalla stragrande maggioranza del popolo tedesco, oltre i due terzi, che non ne vogliono piu' sapere di aiuti ai paesi piu' deboli. E la Merkel, che tra un anno dovra' affrontare il voto, dovra' tenerne conto. Ed un altro autorevile giornale di Berlino il Die Welt, sostiene: "In Germania la fine dell'euro non e' piu' un tabu'".