Si attendevano le dimissioni di Giuseppe Mussari da presidente dell’Abi da quando era stato selezionato per la carica: suonava davvero strano che l’uomo a capo di una delle grandi banche più in difficoltà d’Italia diventasse capo della rappresentanza degli istituti di credito. E invece il comitato di presidenza dell’Abi ha deciso di dimettersi e consegnare il mandato al comitato esecutivo e al consiglio soltanto oggi, e per colpa della “norma sulle commissioni bancarie non modificata dal maxiemendamento”. In polemica diretta con Mario Monti, nonostante quest’ultimo sia stato dipinto dalla pubblicistica demo-pluto-giudaico-massonica come l’uomo delle banche.

IL MAXIEMENDAMENTO – Perché per una norma si sono arrabbiate le banche? “Chiediamo che la norma venga ricondotta alla sua origine, chiediamo piu’ trasparenza ma non che ci sia imposto per legge di rinunciare a dei ricavi legittimi”, ha detto il presidente dell’Abi in conferenza stampa straordinaria. Criticando in particolare l’art. 27 bis del decreto liberalizzazioni che azzera le commissioni per l’accensione di linee di credito, Mussari, che insieme agli altri sei componenti del comitato di presidenza dell’Abi ha rimesso il mandato nelle mano del consiglio, ha aggiunto che c’era bisogno “di dare un segnale chiaro. Siamo qui convinti di lavorare per un grande paese”. E cioé, ha spiegato successivamente: ‘Vogliamo che la norma venga ricondotta alla sua origine: la sanzione deve essere per chi non rispetta la trasparenza, cosi’ invece e’ una imposizione di legge e vieta i ricavi che sono legittimi’. Sulla mancata correzione spiega: ‘e’ come dire: chiunque uccide un uomo e’ condannato a 21 anni di prigione’. Se salta dalla frase ‘uccide un uomo’ vuol dire che ‘chiunque e’ condannato a 21 anni di reclusione?”.

TUTTO A RISCHIO - Insomma Mussari appare particolarmente contrariato e si dice preoccupato, piu’ in generale, per il clima di questi tempi: ‘abbiamo fatto un grande lavoro per le famiglie e le imprese e firmato un contratto nazionale molto innovativo’. Ora tutto questo e’ ‘a rischio’: ‘e’ ora di dire basta a un atteggiamento culturalmente avverso alle banche. Ci sentiamo sottovalutati e spesso malvalutati. Non siamo il nemico delle famiglie e delle imprese e lo dimostra anche la moratoria sui debiti che abbiamo firmato ieri’. Insomma ‘stiamo facendo un grande lavoro per il paese’ e ‘non e’ piu’ tollerabile questo atteggiamento’. Il Sole 24 Ore pubblica in esclusiva l’intero maxiemendamento, dal quale possiamo leggere la norma che ha provocato il terremoto:







Insomma, per l’Abi è una norma che annulla le commissioni sulle linee di credito la responsabile dei contratti a rischio dei bancari e del probabile – a questo punto – crollo del sistema creditizio, che giusto ieri si è puppato appena 100 miliardi dalla Banca Centrale Europea (di cui 14 a Mps). Che vita grama, che grama vita.

E MUSSARI? – Insomma, se davvero le dimissioni del comitato non saranno l’ennesima ammuina, di certo il sistema creditizio italiano ne guadagnerà. In primo luogo perché proprio il Montepaschi ha molte cosine da mettere a posto nei suoi bilanci. E nel frattempo la Fondazione avrà magari maggior tempo libero per risolvere i piccoli problemini in cui è coinvolta:


Ieri una nota della fondazione ha scritto «le trattative proseguono, ma per giungere alla vendita di fino al 15% di Mps servono, oltre al via libera del Tesoro, una liberatoria delle banche creditrici sulle azioni da cedere e la destinazione del ricavato». Mediobanca, tra i grandi prestatori, avrebbe già detto sì, mentre con Credit Suisse ci sarebbero ulteriori discussioni sulle garanzie. I creditori diffidano dell’atteggiamento della fondazione, interessata a guadagnare tempo anche in vista delle future scadenze della banca senese (piano di rafforzamento Eba e rinnovo dei vertici). Settimana prossima potrebbe giungere il via libera di Tesoro e creditori.

Insomma l'ennesima spallata mancata alle lobbies maledette che attanagliano i centri di potere e le capacità di sviluppo di questo paese: è ormai chiaro che le liberalizzazioni sono sante, benedette ed accette soltanto se non intaccano i poteri forti ed i privilegi acquisiti. Così si favorisce l'utilizzo della moneta elettronica per i pagamenti, oppure si caldeggia l'apertura di c/c per il pagamento delle pensioni ad unico vantaggio del sistema bancario e tutti sono d'accordo. Quando per una volta è il sistema bancario e finanziario a dover pagare di tasca propria immediatamente si minacciano le dimissioni... Tanto a pagare sono sempre coloro che non hanno voce in capitolo e dimissioni da presentare....E se minacciassimo di dimetterci da cittadini?